venerdì 4 novembre 2011

Renzi: il vecchio e il nuovo, di sicuro non un progresso….e se ci fosse malafede?

La società moderna, per come ce la raccontano, non tutti in vero, è liquida, pochi pilastri, poche condivisioni e pochissime continuità valoriali in seno al popolo. Per la verità è facile paradossalmente accertare come mal costume e delinquenza siano delle tinte sempre più forti nel quadro che chiamiamo, appunto, società e che eccentricamente in queste malversazioni sia ravvisabile il nuovo collante delle masse. Credo che la risposta a questa situazione non sia nei paradossi, bensì in sane analisi, non viziate da visione di parte, ma con medicine forti e basate su chiari principi, quelli almeno non diventano mai vecchi ne si liquefanno. Fino ad adesso però non mi era mai capitato di notare come anche su parole, apparentemente semplici, ci sia una divisione di fondo sul campo semantico di riferimento, e di litigare proprio su quello che una parola vuol dire. Mi sono parecchio adirato di fronte alle terminologie, chiaramente in malafede, di “utilizzatore finale” e di “legittimo impedimento”, ma questo, però, non era una devianza in termini, ma più che altro un tentativo di fare passare una cosa per una diversa, sapendo però che uno, lui, MR B., nel primo caso andava a prostitute e nel secondo non sarebbe andato al processo, quindi c’è chi sta da una parte, chi dall’altra. Fino a qui però il dialogo è sfalsato, ipocrita e formalistico, niente di più. Oggi la materia della diatriba politica incessante assume contorni decisamente diversi, è in atto un tentativo di cambiare le carte in tavola, facendoci credere che si litiga sempre sulle stesse cose, quando in realtà si è in palese malafede e violazione della generosa credenza del popolo. Fino ad adesso “legittimo impedimento” significa una cosa e quella è, che sia usata bene o male; ma cosa significa “vecchio”, e soprattutto cosa vuol dire “nuovo”. Da piccolo una Play Station, comprata dal rivenditore era nuova se: nessuno l’aveva mai usata prima, in merito all’oggetto specifico, e se nessun altro oggetto della stessa marca o comunque dello stesso genere, era con giochi e potenzialità diverse, inferiori. Quindi, anche se piccolo, capivo che la Play Station 1, anche se inscatolata era vecchia se già gli altri bambini giocavano con la Play Station 2 e 3. Questi discorsi che nostalgicamente ho fatto con un video gioco, possono essere esemplificati con i telefonini, con le automobili o con le moto, che poi per esigenze di mercato si chiamano Vintage. Da stupidone quale sono penso che con le debite precauzioni i criteri valgano con le persone, con le correnti politiche e con le strategie che persone e correnti mettono in atto. Ma a quanto pare mi sbaglio. A quanto pare in politica politicante il bis non esiste, e quindi si è sempre nuovi, anche quando si copia. Il caso non ne faccio mistero non è campato in aria, ma dallo stato di agitazione che mi provoca il soggetto, attualmente sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Questi per la verità è dotato di narrazione, cioè sa affabulare, e la usa in maniera anche intelligente, in quanto riesce coraggiosamente a proporsi in un palinsesto pieno di calcare, quale quello politico nazionale. Il problema sta però da un’altra parte. Il sindaco Renzi, che a discapito del sorrisino, non è per nulla uno sprovveduto, ha capito che deve muoversi se vuole cominciare a contare sul serio, d’altro canto nel Pd chi è inviso a Massimo D’Alema non ha vita, politica, lunga. Il suo muoversi è così diventato un movimento, i ROTTAMATORI, che hanno il mirabile obiettivo di ringiovanire e rinvigorire la classe dirigente, lanciando le idee che il Pd ha per il dopo Silvio B. e non arroccarsi nell’autoassolvente Anti Berlusconismo. Belle parole e bei concetti. Si però, siccome sono sempre un gran rompi…..i, mi sono fatto delle domande: ora che c’è Renzi, finalmente diciamo quello che vogliamo, anzi lo dice lui, tanto dal basso vogliamo un po’ tutti 4 o 5 cose, sempre le solite insomma. Si. Partiamo. Un attimo, ma qual è il programma di Renzi? Cioè lui per il dopo che vuole fare…. Mah per la verità questo non è molto facile da sapere in soldoni, come dice il giovane sindaco, poiché delle idee vere e proprie Renzi non le ha mai esposte a livello nazionale, o per meglio dire, quando ha preso posizione concretamente, senza narrazione insomma, è stato per dire:

Renzi:"Sì al nucleare";

Renzi:"Non voto il referendum per l'acqua pubblica";

Renzi:"Licenziamenti facili? Se ne può parlare";

Renzi:"Sì alla Tav";

Renzi:"Alziamo l'età pensionabile";

Renzi:"Io sto con Marchionne";

Renzi: “il 1° maggio a Firenze si lavora”

Non belle parole, non tipiche di una persone che vuole cambiare la testa agli italiani. Mi si dirà: per competere con la Cina delle rinunce le devi fare; per tenere il sistema devi fare sacrifici, ecc. ecc. A questi mi verrebbe da dire che se le cose devono andare così non so quanto conviene farle andare, e poi con il Metodo taglia-taglia, son buoni tutti. Certo mi aspetterei qualcosa di più, non che debba cambiare idea su tutto, ad esempio io sulla tav non sono contrario a priori, ma sbilanciato solo da un lato non mi sembra propriamente qualcosa di nuovo da utilizzare per andare avanti. Ma al di là delle idee, il sindaco di Firenze è veramente nuovo come impostazione e come figura? Non è che il suo staff ricorda qualcosa? A me a dire il vero si, ed anzi mi ricorda proprio quel Mr B., di cui tutti adesso si vogliono liberare. Pensandoci bene, lasciando la differenza di età tra i due all’inizio della scalata a palazzo Chigi, entrambi si propongono alla fine di un ciclo, Mr B. alla fine della prima Repubblica, Renzi alla fine della seconda; entrambi si mettono vicini uomini di televisione, il premier aveva Confalonieri, uno che la televisione in Italia l’ha programmata, l’altro Gori, che fuori uscito da Fininvest, guarda caso, con la sua Magnolia e giù di li, Mediaset, ha portato sugli schermi Grande Fratello e L’isola dei famosi, in pratica le derive ultime del pensiero italico. Infine entrambi accattivanti birbanti, si pongono per quello che sono, difetti annessi, solo che in fin dei conti sarebbero il nuovo, contro le vecchia e brutta politica. Forse questi indizi non fanno una prova, forse non basta che Costacurta, ex del Milan, in cerca di nuove glorie, veda nel sindaco il Nuovo Berlusconi, e quindi lo appoggerà nel suo progetto; forse non basta che i giornali di Silvio lo ritengano l’unico uomo buono oltre le barricate; forse non basterà che il suo consenso sta più tra i Responsabili che tra i democratici; forse non basterà neppure che come facevano ai tempi Craxi e Berlusconi, anche Berlusconi e Renzi flirtano a distanza, anche se gli incontri di natura privata non sono mancati. Forse sono tutte cose che non c’entrano niente, ma la sensazione di Déjà-vu è forte. In tutto ciò ho forzosamente omesso un’idea che spero essere balzana ed infondata, che adesso vi pongo: e se in ciò, dal personaggio al movimento, ci fosse malafede? Voglio dire d’accordo essere nuovi, d’accordo essere il Berlusconi di Sinistra, anche se non credo che sia mai servito un Berlusconi di Sinistra, tanto meno adesso, d’accordo rompere con i vecchi schemi, salvo poi crearne altri, d’accordo tutto, ma perché essere così distruttivo con la propria parte, perché creare sempre l’incidente o l’imbarazzo, perché non mettersi in evidenza con la buona amministrazione e solo dopo rivendicare, perché non fare il Big Bang e chiedere peso nel direttivo nazionale, più che alle masse,perché? Perché? Perché?

I dubbi che mi restano insoluti sono troppi, ed in soldoni, spero che Firenze abbia un buon sindaco che si occupi della città, del suo processo di internazionalizzazione e della sua storia, ma sul Renzi uomo nuovo, come detto, NON CREDO.